
EDUCARE LIBERI
Mattinata a Carate Brianza, al convegno promosso dalle scuole paritarie della provincia associate alla Compagnia delle Opere. Matteo Forte opSenstrdo29o3 lnm7a et1fcoi4 rg59t87:i231n1eg5ueil7 6519aa0m4h ·
Ricordando quanto l’attuale maggioranza di governo abbia fatto quello che si attendeva almeno dalla legge sulla parità di 26 anni fa, con l’introduzione del buono scuola nazionale a sostegno della libera scelta delle famiglie e l’aumento del 14% dei finanziamenti statali a questo importante settore che interessa circa 150mila studenti in tutt’Italia, purtroppo si è constatato quanto ancora ci sia da fare per garantire davvero il pluralismo educativo nel nostro Paese. Il Prof. Tommaso Agasisti ha ricordato come su 156 nazioni prese in esame, l’Italia è 62esima, mentre pressoché tutti i nostri partner europei rientrano nelle prime trenta posizioni dell’Indice sulla libertà educativa.
La libertà di educare, tuttavia, ha sottolineato molto bene il Prof. Giancarlo Cesana, non ha valore per la molteplicità di opzioni che una famiglia può avere di fronte a sé. Né tantomeno per i risultati in termini di resa che ogni istituto nella sua specificità può offrire. La libertà educativa, le opere che nascono da una libera iniziativa di genitori e insegnati, piuttosto che quelle che sorgono quale espressione del carisma di un ordine religioso o un movimento ecclesiale, hanno valore in quanto offrono alle famiglie e agli studenti un’ipotesi di significato positivo della realtà . Se si rinuncia a questo, magari si avrà anche qualche finanziamento in più, ma si verrebbe meno al compito che si ha di fronte alla crescente emergenza educativa che le nuove generazioni manifestano. E che purtroppo anche la cronaca quotidiana ci ripropone con grande insistenza.

